Basse e alte vie respiratorie.

Le infezioni delle vie aeree, sia alte che basse, sono molto frequenti in età pediatrica e costituiscono il motivo principale di consulto pediatrico.
Nessuna infezione delle vie aeree, fatta eccezione per il raffreddore virale, può considerarsi un evento banale e sebbene alcune abbiano un decorso autolimitante e spesso non necessitino di terapie specifiche in quanto prevalentemente virali, ciascuna di esse può avere decorso severo e necessitare di terapie energiche. In alcuni casi più gravi, è richiesto addirittura il ricovero ospedaliero per controllare la malattia stessa e le possibili complicanze.
Che si tratti, quindi, di malattie alle alte vie aeree (sinusiti, otiti, faringotonsilliti streptococciche, laringiti, epiglottiti..) o alle basse (polmoniti, broncopolmoniti, bronchioliti) non devono mai essere prese sotto gamba e vanno tenute d’occhio dal pediatra sia per una eventuale terapia antibiotica, sia per una gestione più attendista con un approccio wait and see.

Infezioni alle alte vie respiratorie.

Faringite.
La faringite è una infezione della faringe che coinvolge, generalmente, le tonsille faringee e le altre strutture linfatiche faringee per cui i termini faringite, faringotonsillite, tonsillite sono di fatto equivalenti dal punto di vista clinico.
Le faringiti possono essere virali o batteriche. I batteri più frequentemente implicati sono lo Streptococco beta emolitico di gruppo A, la Moraxella, l’Hemophilus influenzae, lo streptococcus pneumoniae.
Le attuali linee guida italiane raccomandano la prescrizione di una terapia antibiotica solo nel caso di una infezione da Streptococco beta emolitico di gruppo A, dimostrata attraverso il tampone faringeo. Nel caso di altri batteri, invece, la terapia antibiotica è indicata solo in caso di complicanze.
Si tratta quindi di una patologia che necessita sempre di un parere pediatrico e dell’esecuzione del tampone faringeo.

Laringite.
La laringite è un'infezione della laringe che insieme ad altre condizioni quali epiglottite, laringospasmo, laringite e laringotracheobronchite batterica costituisce il quadro delle affezioni laringee infettive, definito anche come croup.
La laringite è di solito virale (rinovirus e virus parainfluenzali, virus influenzali) e provoca un’ostruzione respiratoria con tosse tipicamente abbaiante, stridore inspiratorio e, nei casi più impegnativi, difficoltà respiratoria anche grave. Il picco di incidenza è compreso tra i 6 mesi e i 6 anni. Ci possono essere anche delle sovrainfezioni batteriche (Chlamydia trachomatis nel lattante, Streptococcus pneumoniae, Moraxella catarrhalis, Haemophilus influenzae e Staphylococcus aureus).

Epiglottite.
L'epiglottite va distinta nettamente per la sua gravità con conseguenze anche drastiche: si tratta di una infezione batterica (principalmente da Haemophilus Influenzae di tipo b che necessita di diagnosi precoce e immediato ricovero ospedaliero (dopo l’introduzione della vaccinazione per Haemophilus Influenzae di tipo b l’incidenza di questa malattia si è ridotta di oltre il 99% nei bambini. Questo, però, non consente di abbassare la guardia visto che altri germi possono, sebbene più raramente, causare l’epiglottite).
Un'altra diagnosi differenziale impegnativa deve essere fatta con l’inalazione di un corpo estraneo che può dare tosse anche abbaiante con difficoltà respiratoria.
Vista l'importanza delle diagnosi differenziali una visita pediatrica è indispensabile per definire la gravità del quadro: le forme lievi con tosse non costante e senza segni di difficoltà respiratoria possono essere gestite a casa con terapia a base di cortisonici per via inalatoria o per via orale.
Le forme da moderata a grave devono essere gestite in Pronto Soccorso ed, eventualmente, con ricovero sia per la diagnosi differenziale che per il supporto respiratorio.

Infezioni alle basse vie respiratorie.

Bronchite.
La bronchite è un’infezione dei bronchi grandi e medi che si manifesta con tosse di solito catarrale e febbre. In associazione, sono presenti talvolta sintomi a carico delle alte vie aeree e può esserci broncospasmo. Di solito si tratta di infezioni virali anche se è possibile più raramente una eziologia batterica sia primaria che come sovrainfezione. La terapia si avvale di antipiretici, idratazione ed, eventualmente, miele, come rimedio casalingo per placare la tosse in assenza di sciroppi sedativi o mucolitici (il miele non deve assolutamente essere utilizzato nei bambini sotto l’anno di età).
Gli antibiotici, la terapia aerosolica con broncodilatatatori e/o cortisonici inalatori sono indicati caso per caso in presenza di complicanze (asma, polmonite) o di bronchite batterica.

Bronchiolite.
La bronchiolite è una malattia acuta delle basse vie aeree di solito molto impegnativa, con una elevata percentuale di bambini (10%) che necessitano di ricovero ospedaliero. Il picco di incidenza è intorno ai 6 mesi di vita e la stagione preferenziale va da novembre a marzo. Si tratta di una infezione virale, che nel 75% è causata dal virus respiratorio sinciziale. La malattia inizia con un raffreddore che in 24-48 ore di solito si complica con una difficoltà respiratoria di grado variabile, tosse, febbre, difficoltà ad alimentarsi. È sempre necessaria una visita pediatrica precoce per definire la diagnosi, il trattamento e l’eventuale necessità di ricovero ospedaliero. Le forme lievi possono essere gestite a domicilio con istruzioni precise su cosa fare in caso di peggioramento.

Si consiglia, di frazionare i pasti, idratare il bambino, evitare l’esposizione a fattori di peggioramento (fumo di sigaretta di seconda o terza mano) e praticare una attenta osservazione secondo le istruzioni del pediatra.

Dott. Luigi Terracciano
Medico Pediatra