Giochi aerosol.

Fare l’aerosol ai bambini non piace. Oltre al fastidio della mascherina (o peggio ancora delle forcelle) a innervosirli è soprattutto il non potersi muovere. In particolare i bimbi molto piccoli, possono avere delle serie difficoltà a rimanere fermi anche per pochi minuti.
È necessario, dunque, associare il momento dell’aerosol a qualcosa di piacevole che coinvolga i bimbi e li aiuti a rimanere immobili per il tempo necessario alla somministrazione del farmaco o della soluzione fisiologica.

Neonati e bambini in età prescolare.

  • Armatevi di libri e leggete al bambino una fiaba dietro l’altra, mostrandogli le immagini e mimando la voce dei principali personaggi: servirà a tenerlo occupato per un po’.
  • Fingete di fare l’aerosol anche a bambole e peluche, fingendo di arrabbiarvi se i malcapitati si staccano la mascherina o le forcelle o si lamentano perché non possono andare a giocare.
  • Se il bambino è molto piccolo, potrete coinvolgerlo con il gioco del riconoscimento. Disegnate su un foglio delle grosse forme (quadrato, cerchio, triangolo....) colorandole con diversi colori. Quindi, mettete i fogli davanti al piccolo e chiedetegli di riconoscere una particolare forma o un particolare colore indicando la figura corretta con il ditino.

Bambini di età scolare.

Sebbene i bambini in età scolare siano, in generale, più pazienti e abituati a stare seduti per qualche tempo, anche per loro il momento dell’aerosol può essere alleggerito o trasformato in un momento di gioco e scambio con i genitori.
Tra le varie attività da proporre, funzionano bene:

  • Tris su carta: è un gioco rapido, veloce, che non richiede nulla se non un foglio e una penna e che si conclude nel giro di pochi minuti;
  • Nomi, Animali, Fiori, Cose, Città: si estrae una lettera che dovrà essere l’iniziale di ognuna delle 5 categorie accanto elencate. Vince chi avrà trovato più parole originali per ciascuna lettera;
  • L’impiccato: un altro gioco famoso da fare con carta e penna il cui obiettivo è indovinare una parola semplicemente aggiungendo le lettere mancanti;

Per tutti, poi, c’è sempre l’opzione tablet/smartphone. Molti genitori non sono d’accordo. Ma, spesso, soprattutto quando la necessità di ripetere l’aerosol si verifica più volte nell’arco di una giornata, è il solo modo per ottenere che i bambini si sottopongano alla terapia senza lamentarsi o fare capricci.

Filastrocca dell’aerosol.

Forza, su, un bel respiro
prima inspiro, poi espiro.
L’aerosol mi tocca fare
per poi meglio respirare!

Sì, lo trovo un po’ noioso,
un po’ poco fantasioso;
devo solo respirare,
mentre io vorrei giocare!

Ed allora sai che faccio?
(questo sì è un bel colpaccio)
lascio andar la fantasia
e con lei io volo via.

Penso al mare e alle onde;
penso al vento tra le fronde;
volo al parco con gli amici
e giochiamo assai felici.

La mia mente sale ai monti
fino in vetta, sempre avanti!
E poi scende un po’ planando
e sto ancora respirando.

Così con la fantasia
questa noia caccio via!
L’aerosol, sono contento,
è finito in un momento!

In collaborazione con Dott.ssa Federica Citterio
Psicologa con formazione in psicoterapia ad indirizzo sistemico, terapeuta Emdr, esperta di famiglia e genitorialità.